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MSP – make or buy? Pranzo a casa o cena al ristorante?

MSP – make or buy? Pranzo a casa o cena al ristorante?

Tempo di lettura: 4 min

Come direbbe un mio caro amico formatore:

  • Per alzata di mano quante aziende si appoggiano ad un commercialista per la redazione e la presentazione del bilancio aziendale?
  • Quante si appoggiano ad un consulente del lavoro per l’elaborazione delle paghe?
  • Quante ad uno studio legale esterno per risolvere le controversiecon clienti o fornitori?
  • Quante hanno un contratto con la locale azienda elettrica perdare energia agli uffici?

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E via di questo passo potrebbero essere moltissimi gli esempi di come spesso le aziende si affidino a realtà esterne a cui delegare la gestione di alcuni aspetti fondamentali per la gestione dell’azienda anche se non strettamente legati al core business aziendale.

Questo vale soprattutto per le PMI che non avrebbero la forza organizzativo-economica per gestire dall’interno anche uno solo dei servizi sopradescritti (pensiamo per esempio alla difficoltà di rimanere aggiornati con la normativa fiscale, tributaria e del diritto del lavoro…).

Le cose sono però diverse per quanto riguarda la gestione dell’informatica aziendale, quella che – per usare un acronimo inglese – va sotto il nome di IT.

Negli USA ed in nord Europa si va affermando negli ultimi anni la figura del MSP, cioè del Managed Services Provider.

Un MSP (o provider di servizi gestiti – vedi la definizione di Gartner) si prende cura dell’IT di un Cliente erogando servizi quali:

  • Help Desk
  • Infrastructure management (Gestione dell’infrastruttura)
  • Firewall, antivirus, antimalware management and protection
  • Monitoraggio della rete LAN e WAN
  • Supporto on-site programmato
  • Copertura 24×7

 

Adesso vi presenterò alcuni consigli per scegliere nel modo migliore l’MSP (managed services provider) giusto per la vostra realtà aziendale.

  1. Un buon MSP pone le domande giuste su di voi, la vostra azienda ed il vostro business. Vorrà sapere tutto sui vostri dati, sulle applicazioni che state usando e che vorreste implementare, sulle vostre esigenze di backup.
  2. Scegliete un MSP che sia in grado di implementare un sistema di monitoraggio remoto attivo 24×7 per tutti i vostri PC, server ed apparati di rete.
  3. Preferite un provider di servizi gestiti che possa darvi supporto remoto ma anche onsite – se fosse necessario.
  4. Il supporto 24×7 potrebbe non interessarvi da subito ma tenete in considerazione chi è in grado di offrirvelo come opzione. Il vostro business potrebbe svilupparsi ed avere bisogno di questo tipo di copertura.
  5. Partite con una bella fotografia (asset tracking) di tutto ciò che è installato, sia come hardware sia software.
  6. Il managed services provider  che sceglierete dovrà essere in grado di supportarvi anche nelle scelte progettuali e di prospettiva; nella scelta delle tecnologie e di come implementarle. Questa attività è chiamata vCIO (virtual chief information officer), che affiancherà la proprietà aziendale od il responsabile IT con competenza specifiche e verticali che consentiranno all’azienda di beneficiare dell’esperienza che l’MSP ha sviluppato anche su altri clienti ed in altri settori merciologici.

Cena a casa o al ristorante?

Se in ambito culinario il mettersi ai fornelli per amici e persone care può essere bello, rilassante ed apprezzato, quando si tratta della gestione IT della vostra azienda è meglio liberare risorse aziendali affidandosi ad un buon MSP.

In questo modo guadagnerete tempo e serenità per poter cucinare una buona cena per voi ed i vostri cari.

Update di luglio 2017:

ho scritto anche altri articoli su questo tema.

Nel primo prendo spunto da intervista di Bill Gates e nell’altro parto dal tema del montaggio dei mobili dell’IKEA.

Ti invito a leggerli e a contattarmi per approfittare di 1h di consulenza gratuita che sarei ben contento di offrire alla tua azienda per valutare se i servizi gestiti (o managed services) possono fare al caso tuo!

Scrivimi su: stefano.festa@ictperaziende.it

1 Commento

  1. Che dire Stefano. Ottima analisi ed ottima metafora culinaria

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