Un Hashtag Può Hackerare Il Tuo AI BrowserStrumenti di AI browser come ChatGPT, Claude o Perplexity stanno diventando il punto di riferimento per molti imprenditori: servono per fare ricerche sui competitor, riassumere email e velocizzare le attività quotidiane. Ma mentre queste tecnologie diventano sempre più potenti, gli hacker stanno iniziando a manipolarle in silenzio.

L’ultimo esempio è quasi incredibile: è possibile influenzare un AI browser semplicemente aggiungendo testo nascosto dopo un hashtag in un URL.

Questa nuova tecnica, chiamata HashJack e scoperta da Cato Networks, solleva interrogativi molto seri sulla sicurezza dei browser.

Il Trucco Nascosto Nei Link Apparentemente Normali

La maggior parte di noi non presta particolare attenzione a un URL. Se appare “pulito” e il dominio è conosciuto, diamo per scontato che la pagina sia sicura.

Ma gli AI browser funzionano in modo diverso. Al loro interno integrano assistenti che analizzano il contenuto delle pagine web per fornire riassunti, suggerimenti o insight.

Ed è proprio qui che emerge la vulnerabilità.

Gli hacker possono nascondere istruzioni all’interno di un URL fragment, cioè la parte che segue il simbolo hashtag (#). Normalmente serve solo per la navigazione interna della pagina, ma gli AI browser interpretano quel testo come un comando dell’utente, anche se il server non lo vede mai.

Il risultato è inquietante: sullo schermo compare una pagina innocua, come l’estratto conto bancario, mentre in background l’assistente del browser potrebbe eseguire comandi nascosti che non hai mai digitato. Questo può includere la sintesi dei dati presenti sulla pagina e il loro invio a un hacker, oppure il download e l’avvio di malware.

Come se non bastasse, tutto questo aggira i sistemi di monitoraggio tradizionali, perché il testo malevolo non passa mai dalla rete.

HashJack Significa Danni Reali Per Le Aziende

HashJack crea una grave vulnerabilità perché consente di controllare il comportamento di un assistente AI senza che l’utente se ne accorga. Le conseguenze possono includere:

  • Fughe di listini prezzi, contratti o dati dei clienti
  • Furto silenzioso di dashboard interne
  • Attacchi malware
  • Assenza totale di log nella maggior parte dei firewall

In pratica, un singolo clic può aprire una porta invisibile ai cybercriminali. E poiché l’utente non ha mai digitato alcun comando, i dipendenti giurano di “non aver cliccato nulla di strano”, rendendo il problema difficilissimo da ricostruire. Anche applicare una patch non è semplice, perché questi strumenti eseguono istruzioni in linguaggio naturale ovunque le trovino.

Come Restare Un Passo Avanti Rispetto A Questa Minaccia Degli AI Browser

Non è necessario smettere di usare gli AI browser, ma serve molta più attenzione. Ecco alcune contromisure concrete:

  • Forma il tuo team: Assicurati che i dipendenti sappiano che anche link apparentemente normali possono nascondere istruzioni. Insegna a prestare particolare attenzione agli URL con stringhe lunghe dopo l’hashtag.
  • Limita l’uso degli strumenti di AI browsing: Disattiva gli assistenti AI sui siti che gestiscono dati sensibili (basta un toggle nella maggior parte dei tool). Definisci una policy che vieti l’uso dell’AI su pagine di banking, CRM, HR o wiki interni.
  • Aggiorna e applica patch frequentemente: Gli sviluppatori di AI browser stanno lavorando velocemente per chiudere queste falle. Restare aggiornati è la difesa più efficace.
  • Implementa soluzioni di cybersecurity di livello enterprise: Usa strumenti che monitorano il comportamento, non solo il traffico. Enterprise browser o MDM possono rimuovere o isolare gli URL fragment prima che l’AI li interpreti.

Gli AI browser sono potenti, ma stanno anche creando nuovi punti ciechi nella cybersecurity. HashJack ci ricorda che anche una piccola anomalia del browser può spalancare grandi porte agli attaccanti.

📢 Ricordati… “Anche se l’informatica non è il tuo lavoro, non puoi lavorare senza l’informatica!”

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