Una sera ero con un gruppo di amici in una pizzeria ricavata in una vecchia stalla. Il soffitto era fatto a volti e creava un effetto d’eco molto particolare: era possibile sentire la conversazione che si stava tenendo ad un altro tavolo come se le persone che stavano parlando fossero sedute accanto a te.

Oppure mi viene in mente quella volta in cui stavo passeggiando in un campeggio e si è accesso un lampione alogeno che ha illuminato di colpo una tenda proiettandone sulle pareti le immagini degli occupanti… beati loro, si stavano divertendo parecchio 😉

Spesso siamo portati a pensare che la nostra privacy sia salvaguardata perchè parliamo a bassa voce oppure perchè siamo chiusi in una tenda, o magari perchè i nostri segreti più importanti sono conservati nella scatola dei biscotti nascosti nella credenza di casa.

Anche quando si tratta della tutela dei nostri file aziendali siamo portati a pensare che:

“in casa è meglio”

“nel mio server è tutto più sicuro”

“se lo tengo in azienda nessuno lo può guardare”

queste sono alcune delle obiezioni che i responsabili IT o gli imprenditori mi fanno quando gli propongo il nostro servizio di Cloud Backup, cioè di backup (o salvataggio dei dati) che prevede una copia dei dati anche presso il nostro datacenter.

Se bastasse tenere i dati “sotto la scrivania” per avere la garanzia del 100% di riservatezza e di sicurezza sarei il primo a dirvi “teneteli lì!”.

Purtroppo avere i dati nel proprio server aziendale non è affatto una garanzia di riservatezza dei propri dati. Pensate al Cryptolocker virus che nel giro di poche ore è in grado di criptare e rendere inaccessebili centinaia di GigaByte di dati.

La forza di questo virus (meglio definito come ransomware – cioè malware che comporta il pagamento di un riscatto, in inglese ransom) è quella di arrivare in azienda, dove le difese sono spesso basse proprio perchè si pensa che all’interno della propria rete aziendale non si corrano pericoli, e di poter accedere ai vostri dati manipolandoli per renderveli inaccessibili.

L’unica salvezza, in questi casi, è proprio quella di avere disponibile una copia dei vostri dati da cui sia possibile ripristinare la situazione a prima dell’infezione.

Ma vi dirò di più: come nello judo impariamo ad usare la forza dell’avversario proprio contro di lui!

Perchè non usare proprio l’encryption per mettere in sicurezza i vostri dati?

Il servizio NETisON Cloud Backup fa encryption (o dodifica) dei dati del Cliente usando il meccanismo AES 256 bit. Per tentare di “craccare” questo tipo di chiave servirebbero ALCUNE CENTINAIA DI MILIARDI DI ANNI.

Questo tipo di encryption nasce ed è usato in ambito militare!

Quando viene installato il programma di backup presso la vostra sede siete proprio voi a scegliere la chiave di encyption da usare per la codifica dei dati. In questo modo i dati RISULTANO ILLEGGIBILI ANCHE PER IL PROVIDER STESSO!

I nostri Clienti possono quindi scegliere di NON condividere con noi la chiave di enryption, oppure possono scegliere di farlo in modo che NETisON possa operare dei restore (cioè delle operazioni di ripristino) in loro vece. Questo è comunque a vostra totale discrezione.

Codificare la copia dei propri dati non è però sufficiente per mettersi al riparo da disastri che possono capitare presso la vostra sede. Infatti i dati, anche se codificati – o criptati – potrebbero comunque essere cancellati da un virus o venire danneggiati da allagamenti, incendi, sovratensioni (causate anche dai temporali) oppure venire rubati insieme ai vostri server principali.

Avere quindi una copia criptata dei propri dati in un datacenter esterno (quindi in cloud – da qui il nome del servizio Cloud Backup) vi fornisce un elevatissimo grado di sicurezza. I vostri dati sono infatti impenetrabili da occhi indiscreti nè possono essere cancellati o danneggiati, qualsiasi cosa possa accadere presso la vostra sede.