“driin, driiiin, driiiin,…” – suona il campanello. Mi alzo vado alla porta ed è l’ennesimo venditore porta a porta, oppure qualcuno che mi vuole parlare dell’imminente fine del mondo o, ancora, qualche ragazzino mascherato da zombie che propone “dolcetto o scherzetto”… stacco il campanello per stare tranquillo e suona il telefono fisso: “pronto sono Chiara di ZanzaFone, mi potrebbe dire perchè è così pirla da avere ancora il contratto con Telekrom?”.

Potrei decidere allora di isolare il telefono ma inizierebbe a suonare il cellulare…

Purtroppo siamo quotidianamente interrotti ed inseguiti da chi vuole piazzarci un prodotto o proporci l’affare del secolo.

Tutte queste proposte commerciali non richieste vanno sotto il nome di SPAM.

Col neologismo “spammare” si intende la produzione di questi contenuti e la loro diffusione con vari mezzi, tra cui:

  1. Telefono
  2. Cellulare
  3. Social network
  4. Mail

Soprattutto la mail è stata da subito subissata da messaggi di spam grazie al fatto che spedire migliaia di mail ha costi e tempi di esecuzione prossimi allo zero (a differenza di tutti gli altri tipi di comunicazione).

Avere la propria mailbox (o casella di posta) invasa dallo spam comporta diversi problemi:

  1. Numero dei messaggi non letti che continua ad aumentare
  2. Dimensione della casella in continua crescita
  3. Rischio di perdere l’evidenza di un messaggio importante perchè si perde in mezzo ad una marea di spazzatura

 

La mail è inoltre il canale preferito con il quale i maleintenzionati (o cybercriminali) riescono ad infettare le aziende con i loro virus, trojan, malware, ransomware, cryptolocker,…

questi messaggi non sono sempre tecnicamente spam, nel senso che non portano offerte commerciali dirette, ma sono altrettanto fastidiosi e ben più pericolosi.

Come esistono gli antibiotici per i batteri esistono gli antispam per i messaggi di spam.

Questo lavoro può essere fatto presso la tua sede (installando un’apparecchaitura oppure un software sul tuo mail server)

Esiste poi la possibilità di appoggiarsi ad un provider che si prenda in carico la costante pulizia del vostro flusso mail (specialmente di quelle in ingresso).

In questo modo tutti gli scocciatori non arrivano nemmeno a bussare alla porta del tuo server di posta elettronica perchè vengono fermati a monte (pensa ad una sorta di servizio di portineria che filtra gli ospiti indesiderati).

Questo garantisce che la spazzatura non entri in alcun modo in contatto con la tua rete. Infatti solo il 15% (in media) dei messaggi che arrivano in ingresso ad un mail server è effettivamente degno di essere consegnato.

Il resto è:

  1. schifezza che proviene da noti spammer (inseriti quindi in blacklist pubbliche)
  2. si tratta di messaggi destinati ad utenti non esistenti (“pronto c’è Giorgio?”… se c’è qualcuno con quel nome bene, altrimenti ne provo un altro)
  3. è portatore di virus
  4. è un messaggio di SPAM

I messaggi che vengono classificati come SPAM vengono quindi messi in quarantena in modo che possano essere recuperati ma non entrino in contatto con il resto dei messaggi “buoni” che sono presenti in casella di posta.

È molto importante avere il controllo diretto su tale quarantena al fine di evitare i cosiddetti falsi positivi (cioè messaggi che vengono considerati SPAM senza esserlo realmente e che quindi devono essere consegnati). Uno dei modi migliori per poter controllare la propria quarantena è potervi accedere via web ed essere avvisati periodicamente se dei messaggi sono stati effettivamente messi in quarantena.

Gli apparati (o appliance) con cui si pulisce il flusso mail devono essere costantemente aggiornati e manutenuti. È fondamentale anche poter avere l’assistenza necessaria da parte del produttore del software. Per questo soluzioni basate solo su software open source (per esempio SpamAssassin) non sono, almeno a parer mio, adatte ad un ambiente enterprise.

Potersi quindi appoggiare ad servizio professionale, erogato da un provider che può essere consultato anche in italiano rappresenta quindi la scelta migliore per lasciare gli scocciatori alla porta e, nel frattempo, non perdere messaggi importanti.